Ricerca

Progetti scientifici finanziati da AIL Forlì – Cesena

GIMEMA

Il GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto) ha lo scopo di identificare e diffondere i migliori standard diagnostici e terapeutici per le malattie ematologiche al fine di garantire lo stesso tipo di trattamento per i pazienti in tutta Italia. Gli straordinari passi in avanti dell’attività di ricerca medico-scientifica del Gruppo GIMEMA, sono stati possibili anche grazie al supporto delle sezioni Ail, tra cui anche la nostra di Forlì-Cesena.

I risultati di un altro Studio che la Fondazione GIMEMA ha promosso sulle leucemie acute linfoidi Ph+: il 100% dei pazienti ottiene una risposta alla terapia.

Fino a qualche anno fa sembrava fantascienza!

Qualche dato sui risultati di due Studi GIMEMA sulla leucemia acuta promielocitica.

Nel protocollo AIDA 0493 (1992) la probabilità che un paziente fosse vivo ed in remissione completa oltre 5 anni era del 70%, nel protocollo AIDA 2000 del 90%.

Progetto di ricerca IRCCS-IRST

Dottor Pier Paolo Fattori Responsabile Ematologia – Irccs-Irst

La dottoressa Serena De Matteis, alleata degli specialisti ematologi dell’equipe guidata dal dottor Pier Paolo Fattori all’IRCCS- IRST , conduce il progetto di ricerca dal titolo: “Verso nuovi meccanismi molecolari che controllano la patogenesi e la risposta alla terapia in pazienti recidivanti/refrattari affetti da linfoma di Hodgkin”.

L’idea del progetto muove dalla necessità di identificare nuovi meccanismi molecolari che controllano la patogenesi del linfoma di Hodgkin (LH) e la risposta alla terapia in pazienti refrattari/recidivanti affetti da questa neoplasia ematologica. Uno studio recente condotto sulle cellule B di leucemia linfatica cronica (LLC) ha identificato un enzima noto come glicogeno sintasi chinasi 3β, (GSK3β) come potenziale bersaglio terapeutico nel trattamento di questa sindrome linfoproliferativa. Nello specifico, GSK-3β regola positivamente la trascrizione di geni che sono sotto il controllo di NF-kB e la sopravvivenza cellulare. L’inibizione farmacologica di questo enzima (GSK-3β) porterebbe alla morte delle cellule leucemiche. Questo progetto si propone l’obiettivo di delineare un nuovo protocollo sperimentale grazie ad uno studio di correlazione espressione-attività-ruolo oncogenico di GSK-3β e a specifici processi biologici associati al fenotipo tumorale come la resistenza alla terapia.

L’ambizioso progetto gode del sostegno della sezione pronvinciale AIL di Forlì-Cesena, anche grazie alla collaborazione ricevuta dall’azienda farmaceutica Mundipharma Pharmaceuticals.

Progetti scientifici finanziati

La ricerca scientifica è gestita a livello nazionale da AIL attraverso la Fondazione GIMEMA e finanziata in prevalenza attraverso i contributi del 5×1000 (raccolti a livello nazionale). Ogni sede AIL provinciale può contribuire anche in maniera indipendente verso il GIMEMA.

Realizzazione del Centro Elaborazione Dati CED dell’Istituto di Ematologia e Oncologia “Lorenzo e Ariosto Seràgnoli” del S.Orsola di Bologna, finanziato interamente dalla sezione AIL Forlì-Cesena e donato all’Istituto Seragnoli, dedicato alla memoria del nostro volontario Ugo Cortesi. Ogni anno AIL Forlì-Cesena si fa carico del costo di manutenzione.

Progetto GLIVEC

Partecipazione a finanziamento del progetto di ricerca focalizzato sui “Meccanismi coinvolti nella patogenesi e progressione della Leucemia Mieloide Cronica e sulle potenzialità terapeutiche di un nuovo farmaco STI571.”

Università degli studi di Bologna Centro interdipartimentale per la ricerca sul cancro“Giorgio Prodi” – C.I.R.C.E. – Via Massarenti, 9 – Bologna

Istituto di Ematologia e Oncologia “Lorenzo e Ariosto Seràgnoli”, Policlinico S. Orsola, Via Massarenti, 9 – Bologna

Dott.ssa Maria Alessandra Santucci – Dott.ssa Gabriella Madrigali

Partecipazione a finanziamento progetto di ricerca “La suscettibilità genetica al linfoma di Hodgkin e ai tumori secondari. Due storie o due capitoli della stessa storia?”. La ricerca, di interesse scientifico estremamente attuale, è finalizzata ad investigare se, nel decorso del follow-up del linfoma di Hodgkin guarito, associata alla tossicità da terapia, possa identificarsi una instabilità genetica di base che sia in grado di predire i pazienti effettivamente a rischio di sviluppare un secondo tumore mediante valutazione del profilo genomico del linfoma e dell’evento neoplastico secondario.

Università Degli Studi di Bologna Dipartimento Clinico di Scienze Radiologiche e Istocitopatologiche.

Sez. di Radioterapia “L.Galvani”
Prof. Enza Barbieri

Alla Fondazione GIMEMA per attività di ricerca.

Prof. Enza Barbieri

“DIOSSINE A FORLÌ: SE LE CERCHI LE TROVI”

Progetto Isde Medici per l’ambiente

Partecipazione a finanziamento progetto di ricerca “Verso nuovi meccanismi molecolari che controllano la patogenesi e la risposta alla terapia in pazienti recidivanti/refrattari affetti da linfoma di Hodgkin”.

Irst-Irccs Linea di Ricerca Onco-ematologia preclinica.