Covid più pericoloso per chi ha una malattia del sangue

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Il dottor Paolo Corradini lancia l'allarme Covid per chi soffre di una malattia del sangue

Insidia maggiore

“Lo ha dimostrato uno studio italiano pubblicato su The Lancet e i numeri raccolti non lasciano dubbi: i pazienti con un tumore del sangue che contraggono l’infezione da Covid-19 rischiano moltissimo. La mortalità dovuta al virus fra chi soffre di leucemia, linfoma o mieloma è più alta rispetto a qualsiasi altra categoria di malati e il 37% dei pazienti ematologici he ha combattuto contro il coronavirus non ce l’ha fatta”.

L’allarme dell’esperto

“Non solo – prosegue Paolo Corradini, presidente della Società italiana di Ematologia, professore di Ematologia Università degli Studi di Milano in un contributo pubblicato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera -. Il vaccino contro il Covid per il paziente ematologico probabilmente non sarà un’opportunità rilevante perché le sue difese immunitarie sono in genere molto compromesse dalla malattia e dalla chemio-immunoterapia e quindi non sarà in grado di “montare” una efficace risposta immunologica contro il virus. Un dato che abbiamo già visto con il vaccino anti-influenza”.

I rischi più grandi

“I malati ematologici – rimarca Corradini – sono molto fragili e vanno incontro a due grandi rischi: contrarre il virus, sviluppandone le conseguenze più gravi (ovvero le polmoniti letali), e dover interrompere le loro terapie anti-neoplastiche che oggi nel 70% dei casi li portano a guarigione o a lunghe sopravvivenze”.

Cosa si deve fare

“In questo panorama, le persone con neoplasia del sangue possono beneficiare solo di due cose . conclude il medico -. La prima è un’ottima organizzazione del sistema sanitario, che li protegga in ospedale e che metta in grado le strutture d’intercettare in loro il virus precocemente per intervenire subito con le migliori terapie disponibili e ridurre il più possibile la mortalità. La seconda è una “maniacale” attenzione ad applicare le misure di prevenzione (lavaggio frequente delle mani, uso di mascherina, distanziamento fisico) da parte di tutti, soprattutto familiari, amici, colleghi. Un ruolo salva-vita lo hanno soprattutto i giovani, che sono spesso asintomatici e che devono fare il necessario per non portare l’infezione a casa”.